mercoledì 8 gennaio 2020


“Quando non sarai più parte di me, ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte.”

WILLIAM SHAKESPEARE

Le stelle..

Le stelle sono uno degli spettacoli più belli e ricchi di mistero della natura. Il solo guardarle ci mette davanti la nostra piccola esistenza rispetto all’immensità di quello che ci circonda e ci ricorda quanto la nostra vita sia un viaggio all’interno di qualcosa di così grande che non riusciamo neanche a immaginare. Ma un cielo pieno di stelle è anche una visione romantica che ci toglie il fiato.

Orione e dintorni

Orione è la più nota, la più brillante e la più facilmente riconoscibile fra tutte le costellazioni del cielo; la sua posizione, a cavallo dell'equatore celeste, fa sì che Orione possa essere un punto di riferimento per tutti i popoli della Terra. La sua forma a clessidra la rende assolutamente inconfondibile. Due delle sue stelle, Betelgeuse e Rigel, sono fra le più brillanti del cielo (rispettivamente la decima e la settima); inoltre, al centro della costellazione è presente una celebre sequenza di tre stelle di prima e seconda magnitudine, note in tutto il mondo col nome di Cintura di Orione.
Sotto la cintura pende una seconda sequenza di stelle meno luminose, nota come La Spada, la cui "stella" centrale è in realtà una delle nebulose più note, nonché una delle poche visibili anche ad occhio nudo, la Nebulosa di Orione. Anche senza strumenti si nota chiaramente che questa "stella" possiede in realtà un aspetto nebuloso; usando la tecnica della visione distolta, questa macchia chiara raddoppia di dimensioni, diventando prevalente nella sequenza di stelle in cui è inserita.
Orione si trova in un contesto estremamente ricco di stelle luminose, in particolare sul suo lato orientale.
Il primo dei vari allineamenti che si può sfruttare utilizzando la costellazione di Orione è quello della cintura (a sinistra): tracciando una linea che congiunga le tre stelle della cintura da nord-ovest a sud-est e proseguendo grosso modo nella stessa direzione, si arriva ad una stella di colore azzurro, estremamente luminosa: si tratta di Sirio, la stella che con la sua magnitudine apparente pari a -1,46 è la più brillante di tutta la volta celeste.
Sirio domina assieme ad Orione il cielo invernale; sebbene si trovi nell'emisfero australe, è sufficientemente prossima all'equatore celeste da poter essere osservata anche a latitudini quasi polari. Sirio è anche una delle stelle più vicine a noi, distante appena 8 anni luce.
Riconosciuta la stella Sirio, è ora possibile tracciare un grande triangolo quasi equilatero col vertice rivolto verso sud; collegando Sirio a Betelgeuse, sapendo che Sirio è il vertice meridionale, si trova con facilità il terzo angolo, costituito dalla stella Procione, un'altra stella azzurra molto luminosa, l'ottava stella più brillante del cielo, con una luminosità molto simile a quella di Rigel.
Il triangolo così formato è noto come Triangolo Invernale, uno dei punti di riferimento del cielo dell'inverno e della primavera. Quest'asterismo è attraversato dalla Via Lattea invernale, visibile a patto di avere un cielo molto nitido.
Sirio è la stella principale della costellazione del Cane Maggiore; ad ovest di Sirio si trova Murzim, una stella di seconda magnitudine che con la stessa Sirio rappresenta il muso del Cane. Il resto della costellazione, tutta contenuta nell'emisfero australe, si estende verso sud, in parallelo con la Via Lattea, fino a giungere, dopo una concatenazione di stelle di quarta magnitudine, ad un brillante triangolo di stelle di seconda.
La parte meridionale della costellazione è molto ricca di stelle deboli di sottofondo, ben individuabili con un binocolo, a patto di avere sgombro l'orizzonte meridionale; sono qui presenti anche alcuni ammassi aperti e alcune coppie di stelle risolvibili con facilità sempre con un binocolo.
La costellazione sarà visibile per tutto l'inverno e anche parte della primavera, quando si mostrerà verso occidente.
Il Cane Minore è una piccola costellazione, contenuta quasi per intero nell'emisfero boreale; la sua stella principale, Procione, costituisce il vertice orientale dell'asterismo del Triangolo Invernale. A differenza del Cane Maggiore, questa costellazione è povera di campi stellari di fondo, e anzi la sua unica caratteristica notevole è data proprio dalla presenza di Procione, l'ottava stella più brillante del cielo.
Cane Maggiore e Cane Minore rappresentano secondo la mitologia i due cani di Orione, il cacciatore.
All'interno del Triangolo Invernale è presente una costellazione, l'Unicorno; le sue stelle sono deboli e disegnarne il profilo non è semplice. In linea di massima si può affermare che tutta l'area di cielo compresa entro il triangolo appartenga a questa costellazione. L'Unicorno è noto per contenere una grande nebulosa, la Nebulosa Rosetta, visibile anche con un binocolo.
L'area di cielo a nord di Orione è ricca di stelle più o meno brillanti, appartenenti a tre costellazioni diverse: Toro, Gemelli e Auriga. Per semplificare il loro reperimento, si può tracciare a nord delle due stelle settentrionali di Orione un grande pentagono un po' irregolare, al cui interno sono presenti solo stelle di sottofondo meno luminose.
In senso orario, si collega la rossa Betelgeuse ad Alhena (Gemelli), poi a El Nath (Auriga/Toro) e infine ad Aldebaran (Toro), per poi ritornare ad Orione, attraverso Bellatrix.
Le due stelle più luminose dell'asterismo sono anche le uniche due stelle rosse: Betelgeuse è una stella supergigante, una delle più grandi conosciute, mentre Aldebaran è un po' meno brillante e anche il suo colore tende più all'arancione che al rosso vivo. Le altre stelle sono bianco-azzurre. Sul lato est scorre la Via Lattea, che aumenta man mano di luminosità scendendo verso sud.

Il Toro Aldebaran è l'astro più brillante della costellazione del Toro, un'altra delle figure più tipiche del cielo invernale; Aldebaran appare circondata da un gran numero di stelle minori, di colori variabili dall'azzurro al giallastro, disposte a formare un piccolo triangolo: questo gruppo, raffigurante la testa del Toro, è un vasto ammasso aperto noto col nome di Iadi. Le sue stelle sono effettivamente vicine fra loro e si muovono assieme nello spazio.

Proseguendo verso est, si incrocia uno degli oggetti più famosi del cielo, l'ammasso delle Pleiadi; le Pleiadi sono ben evidenti ad occhio nudo e ad uno sguardo distratto sembrano quasi una nuvoletta dalla luminosità diffusa. Guardando con attenzione, specie se ci si trova lontano dai centri abitati, si può notare che in realtà questa "nuvoletta" è formata da sei o sette piccoli astri molto vicini fra loro, tutti di colore azzurro.
La stella El Nath risulta in comune al Toro e all'Auriga, in quanto rappresenterebbe uno dei corni del Toro, ma anche un vertice del pentagono .
La costellazione dei Gemelli si dispone a formare un rettangolo che dà quasi l'idea di voler "scappare" da Orione; per individuarla con facilità, una volta noto Orione, si può seguire il collegamento fra Betelgeuse e Alhena e prolungare nella stessa direzione fino a trovare una stella brillante che fa coppia con un'altra un po' meno luminosa (1,52 e 1,16), che sono rispettivamente Castore e Polluce, le stelle che danno il nome alla costellazione.
Il rettangolo si completa con una stella di colore rosso vivo posta a nord di Alhena; la costellazione dei Gemelli appare dunque visibile e riconoscibile con facilità, alta nel cielo, e le sue stelle Castore e Polluce nelle notti di febbraio si trovano a pochi gradi dallo zenit.
Polluce è la diciassettesima stella del cielo in ordine di luminosità. Castore è invece una stella particolare; si è scoperto infatti che si tratta di un sistema multiplo, costituito da ben sei stelle legate assieme dalla reciproca influenza gravitazionale. Alcune delle sue componenti sono risolvibili con un telescopio amatoriale
La costellazione dell'Auriga è una delle più brillanti del cielo: contiene cinque stelle disposte a formare un pentagono, la più brillante delle quali, Capella, con una magnitudine pari a 0,08, è la sesta stella più luminosa del cielo. Si tratta di una stella di colore giallo, ma in realtà è un sistema di quattro stelle, risolvibili solo con un telescopio.
Nelle notti invernali, l'Auriga si osserva senza difficoltà sfruttando l'allineamento a pentagono suggerito in precedenza, raggiungendo El Nath, uno dei corni del Toro; questa stella costituisce anche il vertice meridionale di un altro pentagono, il cui vertice opposto ad El Nath è costituito da Capella, che durante le notti di febbraio si presenta praticamente allo zenit.
A sud di Capella è presente un gruppo composto da tre stelle di terza magnitudine, talvolta chiamate "caprette", due delle quali sono disposte in coppia.

mercoledì 5 settembre 2018

Edward Young

Di notte un ateo crede quasi in un Dio.
Edward Young



eagles 
one of these nights -1977
8
 Edward Edward Young Yoeunge

Stelle al Museo - Verso la fine dell'estate

venerdì 14 settembre dalle ore 21:30 alle 23:00
Prossima settimana · 16–31°C Prevalentemente sereno


Polaris - Associazione Astrofili Prato
Via Galcianese 20/h, 59100 Prato

andromeda

Le disgrazie di Andromeda cominciarono il giorno in cui sua madre sostenne di essere più bella delle Nereidi, un gruppo di ninfe marine particolarmente seducenti. Queste, offese, decisero che la vanità di Cassiopea aveva decisamente superato i limiti e chiesero a Poseidone, il dio del mare, di darle una lezione. Per punizione, Poseidone mandò un mostro terribile  a razziare le coste del territorio del re Cefeo. Sbigottito per le devastazioni, con i sudditi che reclamavano una sua reazione, l'assediato Cefeo si rivolse all'Oracolo di Ammone per trovare una via d'uscita. Gli fu detto che per quietare il mostro doveva sacrificare la sua figlia vergine: Andromeda.
Andromeda incatenata, dipinto di Gustave Doré
per trovare andromeda

osservare la luna

Filtro lunare
Un filtro neutro, grigio o lunare serve ad attenuare il bagliore lunare e ad aumentare leggermente il contrasto. Se avete già visitato un osservatorio ed avete guardato attraverso un grande telescopio senza filtro, senz’altro ve ne ricorderete e potete pertanto capire perché un filtro lunare è così importante. La Luna osservata senza filtro non provoca danni ma è talmente luminosa da abbagliare l’osservatore. Quando si stacca l’occhio dal telescopio e si guarda l’oscurità si può ancora vedere dinnanzi agli occhi un’immagine fantasma della Luna. E‘ un’impressione che a poco a poco svanisce, ma è abbastanza fastidiosa.
crateri principali