Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome. (Bibbia – Salmi 146) CEI
Benvenuti sul blog di POLARIS, una nuova sezione costantemente aggiornata sulle iniziative del nostro gruppo e più in generale sui più rilevanti eventi astronomici che si verificheranno. Una pagina di attualità per condividere pensieri e rimanere in contatto diretto con noi.
venerdì 7 febbraio 2020
le stelle celebri
Tutte le stelle più luminose del cielo sono legate ai miti che risalgono agli albori della nostra storia. Le affascinanti narrazioni mitologiche che tanti poeti greci e latini ci hanno tramandato costituiscono un patrimonio immenso di itinerari poetici che disegnano le origini della nostra civiltà. L'autore, affidandosi alle parole degli antichi cantori del cielo, invita il lettore a compiere un viaggio fantastico dove il cavallo alato Pegaso solca i cieli, Ercole a mani nude affronta il leone della selva Nemea, Hermes ruba le giovenche di Apollo. Le stelle celebri sono anche un'occasione per raccontare curiosità, divagazioni divertenti, vicende storiche e scientifiche che rendono la lettura godibile e avvincente. Il volume è completato da semplici schemi che permettono di identificare le stelle più brillanti ed è arricchito da tavole fuori testo che documentano l'enorme influenza che i miti hanno esercitato sull'opera di artisti e scienziati.
Luca Parmitano, rientro sulla Terra
mercoledì 8 gennaio 2020
Le stelle..
Le stelle sono uno degli spettacoli più belli e ricchi di mistero della natura. Il solo guardarle ci mette davanti la nostra piccola esistenza rispetto all’immensità di quello che ci circonda e ci ricorda quanto la nostra vita sia un viaggio all’interno di qualcosa di così grande che non riusciamo neanche a immaginare. Ma un cielo pieno di stelle è anche una visione romantica che ci toglie il fiato.Orione e dintorni
Orione è la più nota, la più brillante e la più facilmente riconoscibile fra tutte le costellazioni del cielo; la sua posizione, a cavallo dell'equatore celeste, fa sì che Orione possa essere un punto di riferimento per tutti i popoli della Terra. La sua forma a clessidra la rende assolutamente inconfondibile. Due delle sue stelle, Betelgeuse e Rigel, sono fra le più brillanti del cielo (rispettivamente la decima e la settima); inoltre, al centro della costellazione è presente una celebre sequenza di tre stelle di prima e seconda magnitudine, note in tutto il mondo col nome di Cintura di Orione.
Sotto la cintura pende una seconda sequenza di stelle meno luminose, nota come La Spada, la cui "stella" centrale è in realtà una delle nebulose più note, nonché una delle poche visibili anche ad occhio nudo, la Nebulosa di Orione. Anche senza strumenti si nota chiaramente che questa "stella" possiede in realtà un aspetto nebuloso; usando la tecnica della visione distolta, questa macchia chiara raddoppia di dimensioni, diventando prevalente nella sequenza di stelle in cui è inserita.
Orione si trova in un contesto estremamente ricco di stelle luminose, in particolare sul suo lato orientale.
Il primo dei vari allineamenti che si può sfruttare utilizzando la costellazione di Orione è quello della cintura (a sinistra): tracciando una linea che congiunga le tre stelle della cintura da nord-ovest a sud-est e proseguendo grosso modo nella stessa direzione, si arriva ad una stella di colore azzurro, estremamente luminosa: si tratta di Sirio, la stella che con la sua magnitudine apparente pari a -1,46 è la più brillante di tutta la volta celeste.
Sirio domina assieme ad Orione il cielo invernale; sebbene si trovi nell'emisfero australe, è sufficientemente prossima all'equatore celeste da poter essere osservata anche a latitudini quasi polari. Sirio è anche una delle stelle più vicine a noi, distante appena 8 anni luce.
Riconosciuta la stella Sirio, è ora possibile tracciare un grande triangolo quasi equilatero col vertice rivolto verso sud; collegando Sirio a Betelgeuse, sapendo che Sirio è il vertice meridionale, si trova con facilità il terzo angolo, costituito dalla stella Procione, un'altra stella azzurra molto luminosa, l'ottava stella più brillante del cielo, con una luminosità molto simile a quella di Rigel.
Il triangolo così formato è noto come Triangolo Invernale, uno dei punti di riferimento del cielo dell'inverno e della primavera. Quest'asterismo è attraversato dalla Via Lattea invernale, visibile a patto di avere un cielo molto nitido.

Sirio è la stella principale della costellazione del Cane Maggiore; ad ovest di Sirio si trova Murzim, una stella di seconda magnitudine che con la stessa Sirio rappresenta il muso del Cane. Il resto della costellazione, tutta contenuta nell'emisfero australe, si estende verso sud, in parallelo con la Via Lattea, fino a giungere, dopo una concatenazione di stelle di quarta magnitudine, ad un brillante triangolo di stelle di seconda.
La parte meridionale della costellazione è molto ricca di stelle deboli di sottofondo, ben individuabili con un binocolo, a patto di avere sgombro l'orizzonte meridionale; sono qui presenti anche alcuni ammassi aperti e alcune coppie di stelle risolvibili con facilità sempre con un binocolo.
La costellazione sarà visibile per tutto l'inverno e anche parte della primavera, quando si mostrerà verso occidente.
Il Cane Minore è una piccola costellazione, contenuta quasi per intero nell'emisfero boreale; la sua stella principale, Procione, costituisce il vertice orientale dell'asterismo del Triangolo Invernale. A differenza del Cane Maggiore, questa costellazione è povera di campi stellari di fondo, e anzi la sua unica caratteristica notevole è data proprio dalla presenza di Procione, l'ottava stella più brillante del cielo.
Cane Maggiore e Cane Minore rappresentano secondo la mitologia i due cani di Orione, il cacciatore.
All'interno del Triangolo Invernale è presente una costellazione, l'Unicorno; le sue stelle sono deboli e disegnarne il profilo non è semplice. In linea di massima si può affermare che tutta l'area di cielo compresa entro il triangolo appartenga a questa costellazione. L'Unicorno è noto per contenere una grande nebulosa, la Nebulosa Rosetta, visibile anche con un binocolo.
L'area di cielo a nord di Orione è ricca di stelle più o meno brillanti, appartenenti a tre costellazioni diverse: Toro, Gemelli e Auriga. Per semplificare il loro reperimento, si può tracciare a nord delle due stelle settentrionali di Orione un grande pentagono un po' irregolare, al cui interno sono presenti solo stelle di sottofondo meno luminose.
In senso orario, si collega la rossa Betelgeuse ad Alhena (Gemelli), poi a El Nath (Auriga/Toro) e infine ad Aldebaran (Toro), per poi ritornare ad Orione, attraverso Bellatrix.
Le due stelle più luminose dell'asterismo sono anche le uniche due stelle rosse: Betelgeuse è una stella supergigante, una delle più grandi conosciute, mentre Aldebaran è un po' meno brillante e anche il suo colore tende più all'arancione che al rosso vivo. Le altre stelle sono bianco-azzurre. Sul lato est scorre la Via Lattea, che aumenta man mano di luminosità scendendo verso sud.
Il Toro Aldebaran è l'astro più brillante della costellazione del Toro, un'altra delle figure più tipiche del cielo invernale; Aldebaran appare circondata da un gran numero di stelle minori, di colori variabili dall'azzurro al giallastro, disposte a formare un piccolo triangolo: questo gruppo, raffigurante la testa del Toro, è un vasto ammasso aperto noto col nome di Iadi. Le sue stelle sono effettivamente vicine fra loro e si muovono assieme nello spazio.
Proseguendo verso est, si incrocia uno degli oggetti più famosi del cielo, l'ammasso delle Pleiadi; le Pleiadi sono ben evidenti ad occhio nudo e ad uno sguardo distratto sembrano quasi una nuvoletta dalla luminosità diffusa. Guardando con attenzione, specie se ci si trova lontano dai centri abitati, si può notare che in realtà questa "nuvoletta" è formata da sei o sette piccoli astri molto vicini fra loro, tutti di colore azzurro.
La stella El Nath risulta in comune al Toro e all'Auriga, in quanto rappresenterebbe uno dei corni del Toro, ma anche un vertice del pentagono .
La costellazione dei Gemelli si dispone a formare un rettangolo che dà quasi l'idea di voler "scappare" da Orione; per individuarla con facilità, una volta noto Orione, si può seguire il collegamento fra Betelgeuse e Alhena e prolungare nella stessa direzione fino a trovare una stella brillante che fa coppia con un'altra un po' meno luminosa (1,52 e 1,16), che sono rispettivamente Castore e Polluce, le stelle che danno il nome alla costellazione.
Il rettangolo si completa con una stella di colore rosso vivo posta a nord di Alhena; la costellazione dei Gemelli appare dunque visibile e riconoscibile con facilità, alta nel cielo, e le sue stelle Castore e Polluce nelle notti di febbraio si trovano a pochi gradi dallo zenit.
Polluce è la diciassettesima stella del cielo in ordine di luminosità. Castore è invece una stella particolare; si è scoperto infatti che si tratta di un sistema multiplo, costituito da ben sei stelle legate assieme dalla reciproca influenza gravitazionale. Alcune delle sue componenti sono risolvibili con un telescopio amatoriale
La costellazione dell'Auriga è una delle più brillanti del cielo: contiene cinque stelle disposte a formare un pentagono, la più brillante delle quali, Capella, con una magnitudine pari a 0,08, è la sesta stella più luminosa del cielo. Si tratta di una stella di colore giallo, ma in realtà è un sistema di quattro stelle, risolvibili solo con un telescopio.
Nelle notti invernali, l'Auriga si osserva senza difficoltà sfruttando l'allineamento a pentagono suggerito in precedenza, raggiungendo El Nath, uno dei corni del Toro; questa stella costituisce anche il vertice meridionale di un altro pentagono, il cui vertice opposto ad El Nath è costituito da Capella, che durante le notti di febbraio si presenta praticamente allo zenit.
A sud di Capella è presente un gruppo composto da tre stelle di terza magnitudine, talvolta chiamate "caprette", due delle quali sono disposte in coppia.
mercoledì 5 settembre 2018
Edward Young
Di notte un ateo crede quasi in un Dio.
Edward Young
eagles
one of these nights -1977
Edward Young
eagles
one of these nights -1977
8
Edward Edward Young YoeungeStelle al Museo - Verso la fine dell'estate
venerdì 14 settembre dalle ore 21:30 alle 23:00
Prossima settimana · 16–31°C Prevalentemente sereno
Prossima settimana · 16–31°C Prevalentemente sereno
pin
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Polaris - Associazione Astrofili Prato
Via Galcianese 20/h, 59100 Prato
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andromeda
Le disgrazie di Andromeda cominciarono il giorno in cui sua madre sostenne di essere più bella delle Nereidi, un gruppo di ninfe marine particolarmente seducenti. Queste, offese, decisero che la vanità di Cassiopea aveva decisamente superato i limiti e chiesero a Poseidone, il dio del mare, di darle una lezione. Per punizione, Poseidone mandò un mostro terribile a razziare le coste del territorio del re Cefeo. Sbigottito per le devastazioni, con i sudditi che reclamavano una sua reazione, l'assediato Cefeo si rivolse all'Oracolo di Ammone per trovare una via d'uscita. Gli fu detto che per quietare il mostro doveva sacrificare la sua figlia vergine: Andromeda.
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| Andromeda incatenata, dipinto di Gustave Doré |
| per trovare andromeda |
osservare la luna
Filtro lunare
Un filtro neutro, grigio o lunare serve ad attenuare il bagliore lunare e ad aumentare leggermente il contrasto. Se avete già visitato un osservatorio ed avete guardato attraverso un grande telescopio senza filtro, senz’altro ve ne ricorderete e potete pertanto capire perché un filtro lunare è così importante. La Luna osservata senza filtro non provoca danni ma è talmente luminosa da abbagliare l’osservatore. Quando si stacca l’occhio dal telescopio e si guarda l’oscurità si può ancora vedere dinnanzi agli occhi un’immagine fantasma della Luna. E‘ un’impressione che a poco a poco svanisce, ma è abbastanza fastidiosa.
Un filtro neutro, grigio o lunare serve ad attenuare il bagliore lunare e ad aumentare leggermente il contrasto. Se avete già visitato un osservatorio ed avete guardato attraverso un grande telescopio senza filtro, senz’altro ve ne ricorderete e potete pertanto capire perché un filtro lunare è così importante. La Luna osservata senza filtro non provoca danni ma è talmente luminosa da abbagliare l’osservatore. Quando si stacca l’occhio dal telescopio e si guarda l’oscurità si può ancora vedere dinnanzi agli occhi un’immagine fantasma della Luna. E‘ un’impressione che a poco a poco svanisce, ma è abbastanza fastidiosa.
crateri principali
giovedì 12 luglio 2018
27 luglio 2018.
Marte
Il pianeta Marte si dice in opposizione (al Sole) quando Marte e Sole sono allineati con la Terra, ma si trovano da parti opposte. In questa configurazione Marte è assieme a Venere l'astro più luminoso del cielo e ha attirato l'attenzione degli uomini sin dall'antichità più remota.
Quando, invece, Marte e Sole sono allineati con la Terra ma si trovano dallo stesso lato rispetto ad essa, si dice che Marte è in congiunzione col Sole.
L'opposizione di Marte o di un altro pianeta esterno rispetto al Sole
Quando Marte è in opposizione esso si trova nelle migliori condizioni per essere osservato:
è alla minima distanza dalla Terra ; Dato che la sua orbita è significativamente ellittica, tale distanza minima non è costante; può comunque essere inferiore a 60 milioni di chilometri;
ha un diametro apparente ed una luminosità molto maggiori che in altri periodi di visibilità;
è visibile per tutta la notte. Sorge la sera, tramonta all'alba e nel centro della notte si trova nella parte più visibile dell'eclittica;
Il suo moto visto dalla Terra è amplificato da effetti di parallasse, che rendono più facile discernere posizioni assunte a pochi giorni di distanza.
Periodo sinodico
Il periodo di rivoluzione di Marte (circa 687 giorni) è quasi il doppio di quello terrestre, perciò la sua velocità angolare è circa la metà, anche se non è costante a causa dell'ellitticità dell'orbita marziana (per la seconda legge di Keplero solo la velocità areale è costante). Il semiasse Sole-Terra, cioè, ruota più velocemente del semiasse Sole-Marte. Quando Marte ha compiuto un giro, la Terra sta per completare il secondo (le mancano solo 43,5 giorni) e solo poco dopo il completamento del giro può raggiungere e sorpassare nuovamente Marte; allora si verifica l'opposizione successiva.
L'intervallo fra due opposizioni consecutive (periodo sinodico) non è costante, proprio perché la velocità angolare di Marte non è costante. Quando Marte è vicino al perielio la sua velocità angolare è maggiore e la Terra impiega più tempo a raggiungere e sorpassare Marte. La situazione è ovviamente opposta quando l'opposizione di Marte si verifica all'afelio. Per questi motivi il periodo sinodico può variare fra 764 e 810 giorni, in media è di 780.
Moto retrogrado
Quando la Terra (blu) sorpassa Marte (rosso), il "pianeta rosso" sembra invertire temporaneamente la direzione del suo moto.
Quando la Terra è molto vicina a Marte (cioè nei mesi prima e dopo una opposizione), il rapido cambiamento del punto d'osservazione determina un moto apparente del pianeta rispetto alle costellazioni dello zodiaco, che in quel momento costituiscono lo sfondo celeste dietro di esso. Il moto retrogrado apparente di Marte dura circa 72 giorni ed è particolarmente ampio e visibile.
Gli astronomi antichi ritenevano che i pianeti si muovessero lungo orbite circolari e rimasero sconcertati dalla scoperta dei loro moti retrogradi. Per cercare di descrivere il fenomeno Apollonio di Perga aggiunse un epiciclo al moto uniforme del pianeta. La questione, comunque, restò problematica perché moto retrogrado ed epicicli non erano facilmente accomodabili all'interno della concezione del cosmo introdotta da Aristotele e quasi universalmente accettata.
La traiettoria del moto di Marte relativamente alla Terra considerata immobile (sistema geocentrico) nel periodo 2003-2018 evidenzia le otto opposizioni del periodo come cappi. La vista è "dall'alto", cioè perpendicolare al piano dell'eclittica. I cerchietti rossi sono le posizioni di Marte disegnate ogni tre giorni. Le distanze minime dalla Terra (blu) sono in unità astronomiche, pari a circa 150 milioni di chilometri.
Il ciclo quindecennale
Il punto della fascia zodiacale in cui Marte si trova al momento dell'opposizione, si sposta ogni volta in avanti lungo l'orbita per una quarantina di gradi in media. Dopo otto periodi sinodici, circa quindici anni, il percorso è quasi completo e la nona opposizione dà inizio a un nuovo ciclo.
Il 28 agosto 2003 vi è stata una grande opposizione (Marte era a pochissimi giorni dal perielio) e il giorno precedente Marte aveva raggiunto la minima distanza degli ultimi 60000 anni circa. Dopo sei opposizioni intermedie la successiva grande opposizione si verificherà il 27 luglio 2018.
Effetti dovuti all'ellitticità dell'orbita
Se l'orbita di Marte non fosse fortemente ellittica (distanza dal Sole in perielio = 207 milioni di chilometri, in afelio = 249 milioni), le 8 opposizioni di Marte che si verificano durante ogni ciclo sarebbero quasi identiche fra loro (anche l'orbita terrestre è leggermente ellittica). In realtà la distanza minima fra Terra e Marte durante un'opposizione varia fra i 55 milioni di chilometri (dette "grandi opposizioni" o "opposizioni in perielio") e i 101 milioni ("opposizioni in afelio"). Ovviamente anche la magnitudine visuale mostra grandi variazioni (da -3 a -1,3) e analogamente la forma dei cappi tracciati nella volta celeste dal moto retrogrado apparente si altera e si riduce la loro dimensione.
Il pianeta Marte si dice in opposizione (al Sole) quando Marte e Sole sono allineati con la Terra, ma si trovano da parti opposte. In questa configurazione Marte è assieme a Venere l'astro più luminoso del cielo e ha attirato l'attenzione degli uomini sin dall'antichità più remota.
Quando, invece, Marte e Sole sono allineati con la Terra ma si trovano dallo stesso lato rispetto ad essa, si dice che Marte è in congiunzione col Sole.
L'opposizione di Marte o di un altro pianeta esterno rispetto al Sole
Quando Marte è in opposizione esso si trova nelle migliori condizioni per essere osservato:
è alla minima distanza dalla Terra ; Dato che la sua orbita è significativamente ellittica, tale distanza minima non è costante; può comunque essere inferiore a 60 milioni di chilometri;
ha un diametro apparente ed una luminosità molto maggiori che in altri periodi di visibilità;
è visibile per tutta la notte. Sorge la sera, tramonta all'alba e nel centro della notte si trova nella parte più visibile dell'eclittica;
Il suo moto visto dalla Terra è amplificato da effetti di parallasse, che rendono più facile discernere posizioni assunte a pochi giorni di distanza.
Periodo sinodico
Il periodo di rivoluzione di Marte (circa 687 giorni) è quasi il doppio di quello terrestre, perciò la sua velocità angolare è circa la metà, anche se non è costante a causa dell'ellitticità dell'orbita marziana (per la seconda legge di Keplero solo la velocità areale è costante). Il semiasse Sole-Terra, cioè, ruota più velocemente del semiasse Sole-Marte. Quando Marte ha compiuto un giro, la Terra sta per completare il secondo (le mancano solo 43,5 giorni) e solo poco dopo il completamento del giro può raggiungere e sorpassare nuovamente Marte; allora si verifica l'opposizione successiva.
L'intervallo fra due opposizioni consecutive (periodo sinodico) non è costante, proprio perché la velocità angolare di Marte non è costante. Quando Marte è vicino al perielio la sua velocità angolare è maggiore e la Terra impiega più tempo a raggiungere e sorpassare Marte. La situazione è ovviamente opposta quando l'opposizione di Marte si verifica all'afelio. Per questi motivi il periodo sinodico può variare fra 764 e 810 giorni, in media è di 780.
Moto retrogrado
Quando la Terra (blu) sorpassa Marte (rosso), il "pianeta rosso" sembra invertire temporaneamente la direzione del suo moto.
Quando la Terra è molto vicina a Marte (cioè nei mesi prima e dopo una opposizione), il rapido cambiamento del punto d'osservazione determina un moto apparente del pianeta rispetto alle costellazioni dello zodiaco, che in quel momento costituiscono lo sfondo celeste dietro di esso. Il moto retrogrado apparente di Marte dura circa 72 giorni ed è particolarmente ampio e visibile.
Gli astronomi antichi ritenevano che i pianeti si muovessero lungo orbite circolari e rimasero sconcertati dalla scoperta dei loro moti retrogradi. Per cercare di descrivere il fenomeno Apollonio di Perga aggiunse un epiciclo al moto uniforme del pianeta. La questione, comunque, restò problematica perché moto retrogrado ed epicicli non erano facilmente accomodabili all'interno della concezione del cosmo introdotta da Aristotele e quasi universalmente accettata.
La traiettoria del moto di Marte relativamente alla Terra considerata immobile (sistema geocentrico) nel periodo 2003-2018 evidenzia le otto opposizioni del periodo come cappi. La vista è "dall'alto", cioè perpendicolare al piano dell'eclittica. I cerchietti rossi sono le posizioni di Marte disegnate ogni tre giorni. Le distanze minime dalla Terra (blu) sono in unità astronomiche, pari a circa 150 milioni di chilometri.
Il ciclo quindecennale
Il punto della fascia zodiacale in cui Marte si trova al momento dell'opposizione, si sposta ogni volta in avanti lungo l'orbita per una quarantina di gradi in media. Dopo otto periodi sinodici, circa quindici anni, il percorso è quasi completo e la nona opposizione dà inizio a un nuovo ciclo.
Il 28 agosto 2003 vi è stata una grande opposizione (Marte era a pochissimi giorni dal perielio) e il giorno precedente Marte aveva raggiunto la minima distanza degli ultimi 60000 anni circa. Dopo sei opposizioni intermedie la successiva grande opposizione si verificherà il 27 luglio 2018.
Effetti dovuti all'ellitticità dell'orbita
Se l'orbita di Marte non fosse fortemente ellittica (distanza dal Sole in perielio = 207 milioni di chilometri, in afelio = 249 milioni), le 8 opposizioni di Marte che si verificano durante ogni ciclo sarebbero quasi identiche fra loro (anche l'orbita terrestre è leggermente ellittica). In realtà la distanza minima fra Terra e Marte durante un'opposizione varia fra i 55 milioni di chilometri (dette "grandi opposizioni" o "opposizioni in perielio") e i 101 milioni ("opposizioni in afelio"). Ovviamente anche la magnitudine visuale mostra grandi variazioni (da -3 a -1,3) e analogamente la forma dei cappi tracciati nella volta celeste dal moto retrogrado apparente si altera e si riduce la loro dimensione.
giovedì 5 aprile 2018
Stelle al Museo - Il Cielo d'Aprile
Stelle al Museo - Il Cielo d'Aprile
20 Aprile - h 21:30
Museo di Scienze Planetarie - Via Galcianese 20/H, Prato
Il mese di Aprile ci porta a scoprire le regioni del cielo con la più grande quantità di galassie, come l'ammasso della Vergine di cui fa parte anche la nostra via Lattea. Potremo inoltre ammirare gli ammassi aperti di stelle giovani come quello del Presepe nella costellazione del Cancro e stelle doppie come Algieba nella costellazione del Leone.
La Luna ci terrà compagnia all'inizio della serata.
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Si richiede un contributo minimo di 2€ a persona per la serata osservativa.
Prenotazione non obbligatoria, ma consigliabile soprattutto per gruppi superiori a 5 persone.
Per ulteriori info inviate un'e-mail all'indirizzo: polaris.aap@gmail.com
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Image Credit:
Ammasso di Galassie della Vergine
Rogelio Bernal Andreo - APOD - 22 Aprile 2011
https://apod.nasa.gov/apod/ap110422.html
20 Aprile - h 21:30
Museo di Scienze Planetarie - Via Galcianese 20/H, Prato
Il mese di Aprile ci porta a scoprire le regioni del cielo con la più grande quantità di galassie, come l'ammasso della Vergine di cui fa parte anche la nostra via Lattea. Potremo inoltre ammirare gli ammassi aperti di stelle giovani come quello del Presepe nella costellazione del Cancro e stelle doppie come Algieba nella costellazione del Leone.
La Luna ci terrà compagnia all'inizio della serata.
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Si richiede un contributo minimo di 2€ a persona per la serata osservativa.
Prenotazione non obbligatoria, ma consigliabile soprattutto per gruppi superiori a 5 persone.
Per ulteriori info inviate un'e-mail all'indirizzo: polaris.aap@gmail.com
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Image Credit:
Ammasso di Galassie della Vergine
Rogelio Bernal Andreo - APOD - 22 Aprile 2011
https://apod.nasa.gov/apod/ap110422.html
domenica 18 febbraio 2018
L'astrolabio
L'astrolabio è un antico strumento astronomico tramite il quale è possibile localizzare o calcolare la posizione di corpi celesti come il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle. Può anche determinare l'ora locale conoscendo la latitudine, o viceversa.
Il nome deriva dal latino astrolabium e dal greco bizantino astrolábion, a sua volta proveniente dal sostantivo greco αστήρ "astèr" ("astro") e dal verbo greco λαμβάνω "lambàno" ("prendere, afferrare").
Il nome deriva dal latino astrolabium e dal greco bizantino astrolábion, a sua volta proveniente dal sostantivo greco αστήρ "astèr" ("astro") e dal verbo greco λαμβάνω "lambàno" ("prendere, afferrare").
lunedì 8 gennaio 2018
STELLE AL MUSEO Ven. 26 Gennaio h 21:30
STELLE AL MUSEO -
Ven. 26 Gennaio h 21:30
Museo di Scienze Planetarie - via Galcianese 20/H - Prato
"L'inverno è arrivato e con lui tante stelle"
L'associazione Polaris in collaborazione con il Museo di Scienze Planetarie vi augura un buon anno e vi invita alla prima delle serate pubbliche del 2018.
Nel mese di gennaio l' "Esagono Invernale" ci accompagnerà alla scoperta delle Super Giganti Betelgeuse e Rigel e delle meraviglie del cielo profondo, dalle Pleiadi ad Orione. Come sempre la Luna ci terrà compagnia per tutta la serata.
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N.B.:
In caso di cielo nuvoloso o pioggia la serata verrà annullata.
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Si richiede un contributo minimo di 2€ a persona per la serata.
Per info e prenotazioni inviate un'e-mail: polaris.aap@gmail.com
martedì 12 dicembre 2017
"Eppur si Muove!!!"
L'inverno è arrivato, ma il "sol invictus est".
L'associazione Polaris in collaborazione con il Museo di Scienze Planetarie, organizza l'ultima serata di osservazione pubblica dell'anno ed in contemporanea la conferenza dal titolo "Eppur si muove!!!"
A partire dal solstizio d'inverno ripercorreremo insieme le tappe del moto della Terra attorno al Sole con lo sguardo dell'astronomo che deve studiare il tutto da un altro "punto di vista."
Al termine della conferenza osserveremo il cielo con i telescopi messi a disposizione dall'associazione.
L'associazione Polaris in collaborazione con il Museo di Scienze Planetarie, organizza l'ultima serata di osservazione pubblica dell'anno ed in contemporanea la conferenza dal titolo "Eppur si muove!!!"
A partire dal solstizio d'inverno ripercorreremo insieme le tappe del moto della Terra attorno al Sole con lo sguardo dell'astronomo che deve studiare il tutto da un altro "punto di vista."
Al termine della conferenza osserveremo il cielo con i telescopi messi a disposizione dall'associazione.
lunedì 20 novembre 2017
stelle
e in tutto quel chiarore sterminato, dove ogni lontananza si disperde,
guardando quel silenzio smisurato l' uomo... si perde
stelle al museo
- Il mese di Novembre e le "primizie d'inverno" -
L'estate è ormai finita e siamo in pieno autunno. Il cielo non è da meno e la fase di transizione è ben visibile ormai anche di notte. Siamo nel momento di tramonto delle costellazioni estive e al
sorgere delle prime costellazioni che domineranno il cielo invernale.
Un percorso che vi porterà alla scoperta della Luna, delle costellazioni del Toro e di Orione e degli oggetti del cielo profondo di questo periodo.
sorgere delle prime costellazioni che domineranno il cielo invernale.
Un percorso che vi porterà alla scoperta della Luna, delle costellazioni del Toro e di Orione e degli oggetti del cielo profondo di questo periodo.
Vi aspettiamo come sempre a partire dalle 21:30 presso il Museo di Scienze Planetarie - Via Galcianese 20/H - Prato.
INGRESSO LIBERO E GRATUITO - NON OCCORRE PRENOTARSI
In caso di nuvoloso o pioggia l'evento sarà annullato.
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